Politiche 2022, per 300 per Salvperi a Genova: “Macché fascismo, l’emergenza sono le bollette”

Genova. Circa 300 persone al Porto Antico per il comizio elettorale di Matteo Salvini, leader della Lega, quando mancano due settimane all’appuntamento con le urne. Il segretario del Carroccio è arrivato poco dopo le 20 nel tendone della Piazza delle Feste, ha abbracciato il sindaco Marco Bucci e poi ha parlato per poco più di mezz’ora dal palco della Liguria Fest, senza concedersi alle domande dei giornalisti. Presenti anche il governatore Giovanni Toti, il segretario regionale Edoardo Rixi e i candidati del partito in Liguria.

I cavalli di battaglia a livello locale, per una campagna che stavolta è nazionale, sono quelli di sempre: il modello Genova per le infrastrutture, la Gronda che è “un sacrosanto diritto per viaggiare più veloci”, gli immigrati irregolari da mandare “a casa” e i vicoli del centro storico che sono “dei genovesi, non degli spacciatori”. E ancora una menzione per la demolizione della Diga di Begato come “esempio di promessa mantenuta”.

Poi insiste, rispondendo a Enrico Letta: “Parla di fascismo ma vive sull’Isola dei Famosi, aiutatemi a rimandarlo a Parigi. L’emergenza vera non è il fascismo alle porte, è riuscire a pagare le bollette della luce e del gas. Gli altri Governi europei mettono soldi per ridurre le bollette, l’Italia ancora no, la sinistra gioca sulla carnagione dei lavoratori per poter dire a ottobre che i rincari energetici sono macchia di Salvini. Le bollette vanno bloccate adesso, non a Natale”. Ancora sull’energia, “il futuro è il nucleare di nuova generazione”.

Nessun riferimento al possibile ingresso di Edoardo Rixi

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