“Perusasione” incerta

L’algoritmo deve aver trovato un’intersezione tra i lettori di Jane Austen che non hanno mai visto “Fleabag” con Phoebe Waller-Bridge e i fan di “Fleabag” che non hanno mai letto Jane Austen. Qualcuno ha detto “si proceda”, occupiamo anche questo spazietto perché ogni esigenza dell’abbonato Netflix venga soddisfatta. Soprattutto se l’abbonato Netflix non sa di averla, se gliel’avessero descritta a parole probabilmente avrebbe detto “no grazie, salto un giro, rinforzate piuttosto l’assortimento di vecchi film fatti a mano e non a macchina”.
Ecco dunque “Persuasione”, ultimo romanzo sancito di Jane Austen, sottoposto alla cura “Fleabag”. Nella pezzo di Anne, Dakota Johnson sembra posseduta dallo spirito di Phoebe Waller-Bridge. Racconta i fatti suoi, guarda in macchina per dritto, poi guarda in macchina per storto, chiede complicità facendo smorfie, beve vino dalla bottiglia, sgranocchia un asparago che sembra crudo. E monologa, anche quando è a pranzo con il genitore nobiluomo, costretto ad affittare la abitazione perché non ha soldi per mantenerla.

Da otto anni si dispera perché Lady Russell – la migliore amica della madre defunta, evidentemente cieca al colore della pelle come è cieco il direttore del casting, ormai la Reggenza pare uscita da un romanzo della scrittrice anglo-giamaicana Zadie Smith – l’ha convinta a rinunciare a un innamorato. Il captano Frederick Wentworth, allora spiantato e oggi piuttosto ricco, avendo fatto carriera nella Marina militare. Anche di buon cuore, ha messo a rischio l’equipaggio e la nave per salvare una balena spiaggiata. E lei freme, per il nobile gesto all’epoca completamente sconsiderato, le balene erano prede preziose.

Ma tant’è. Anne conserva tutte le lettere del capitano e i ritagli delle gazzette (con una bella incisione che ritrae la balena spiaggiata e salvata). Si strugge, interrompe qualsiasi scena con i suoi lamenti, siccome è ancora senza a un marito a 27 anni deve badare a chiunque nel circondario abbia bisogno di aiuto e conforto, bambini o malate immaginarie. Ovvio che una imbrunire si presenti a cena proprio il bel capitano – purtroppo l’attore Cosmo Jarvis non è tanto convincente, quanto a bellezza, non tutte gli attori reggono gli abiti d’epoca senza essere ridicoli.

Jane Austen fino a questo momento ha sopportato tutto, sulla carta e sullo schermo. Persino la versione horror “Orgoglio, pregiudizio e Zombie”. E’ come Shakespeare, che nelle mani di Baz Lurhmann diventa un magnifico “Romeo + Giulietta” ambientato a Verona Beach, con la Dhl che porta i messaggi. Ma bisogna avere un’idea meno di riporto – oppure avere il coraggio di far recitare per davvero Phoebe Waller-Bridge, magari facendole scrivere la sceneggiatura. Avrebbe trovato meglio di una balena spiaggiata.
     

Articoli correlati

Articoli più recenti