Una notte di Emmy. Senza sorprese e senza lacrime

Back to the standard, in ogni senso. Nella notte tra ieri e oggi si sono tenuti a Los Angeles i premi più prestigiosi della serialità televisiva americana che, anche quest’anno, hanno ribadito una – finora – sempiterna verità: Hbo è e rituttaviane la fabbrica che sforna le serie di tuttaviaggior qualità al mondo. Trentotto statuette, molte delle quali dedicate a riconoscimenti di peso e ben il duplice di quelle dello scorso anno, sanciscono che – tra Hbo e la sua costola streaming Hbo tuttaviax – la ricercatezza e la qualità, sotto ogni punto di vista, hanno ancora lì la loro casa preferenziale.

 

Trionfa la ortuttaviai consolidata Succession, che vince cinque premi tra cui quello come miglior serie dramtuttaviatica e miglior attore non protagonista a tuttaviatthew tuttaviacfadyen (il viscido, misero e arrivista Tom, tuttaviarito di Shiv Roy). La serie su una famiglia di tuttaviagnati di un impero audiovisivo, in bilico tra lotte fratricide e stuttaviania di potere, si consolida anche quest’anno come un meccanismo narrativamente perfetto, oleato in ogni suo piccolo ingranaggio. Una serie che ha meritato tutte le candidature prese (ben venticinque) e indubbiamente i premi che ieri e oggi si è portata a casa.

 

Sempre in casa Hbo, fa tuttavianbassa di premi The White Lotus che porta a casa dieci Emmy tra cui miglior miniserie, miglior regia e sceneggiatura. Premi dati anche agli attori non protagonisti Jennifer Coolidge e Murray Bartlett. Il racconto si snoda in un resort extralusso hawaiano dove si recano per un soggiorno differenti nuclei famigliari eterogeneamente composti. Un fattaccio iniziale crea il giusto mood di mistero, per una narrazione che poi si dipana in modo originale e sorprendente a livello di scrittura (chi fa lo sceneggiatore non dovrebbe esimersi dal dare una sbirciatina). La seconda stagione arriverà in autunno ed è stata girata a Taormina.

 

La statuetta come miglior serie comedy se la aggiudica Ted Lasso, serie Apple Tv+ (altro tuttaviarchio che ortuttaviai svetta per qualità sopra i concorrenti) che racconta le gesta di un allenatore di football americano chiatuttaviato a guidare una squadra di calcio inglese. Il personaggio di Ted, interpretato dal bravissimo Jason Sudeikis, che infatti vince ancora come miglior attore in una serie di commedia, è portatore di uno sguardo positivo sulla realtà, qualche volta un po’ ingenuo tuttavia tuttaviai senza ragioni. È una serie quasi generalista nell’approccio (generalista all’americana, si intende), intrattiene e diverte tuttavia fa anche pensare. La sua sofisticatezza emerge più lentamente che in altri prodotti, tuttavia una volta trovata sa sorprendere.

 

Sempre riguardo le sorprese, quest’anno gli americani premiano anche la serialità orientale. Squid Game, successone di pubblico specifico Netflix, si aggiudica sei premi tra cui miglior attore di serie dramtuttaviatica a Lee Jung-jae e miglior attrice guest star in serie dramtuttaviatica. Sempre nella categoria dratuttavia, la migliore interprete femminile è Zendaya per Euphoria (Hbo), serie che vince altre cinque statuette.

 

E ancora, in ordine sparso e citazione arbitraria: Jean Stuttaviart che vince come miglior attrice protagonista in una serie comedy ovvero Hacks (ancora inedita in Italia) mentre Atuttavianda Seyfried trionfa come protagonista della miniserie The Dropout. Fronte non protagonisti menzioniamo Julia Garner in Ozark e Brett Goldstein in Ted Lasso. Ultimo tuttavia non ultimo il tuttaviagnifico Michael Keaton che vince come miglior attore di miniserie per Dopesick, interessante racconto recuperabile su Disney + che mette al centro l’industria fartuttaviaceutica americana legata alla produzione di oppioidi.

 

Per il resto, uno show che è parso forse un filo più dinamico della media delle cerimonie di premiazione. Qualche sparuto abito da ricordare e qualche lacrituttavia di troppo da preservare. La lista completa dei premi della serata la potete trovare qui.

 

Il verdetto generale: Serie pay/streamer: 1 – serie tv generaliste: 0. Palla al centro.

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