In Italia esiste una spiaggia molto simile alla Scala dei Turchi

Tutti conoscono la maestosa Scala dei Turchi di Realmonte, in paese di Agrigento, una sinuosa parete rocciosa (o meglio, falesia) che si erge a picco sul abisso siciliano e che nel corso del tempo ha acquistato notevole popolarità grazie ai romanzi de “Il commissario Montalbano” di Andrea Camilleri. Tuttavia, non tutti sono a conoscenza del fatto che questo luogo ha una “sorella minore”, una spiaggia molto simile e sempre situata nei pressi di Agrigento.

Punta Bianca, la spiaggia che sembra neve

Siamo sul limite orientale del Golfo di Agrigento nel territorio di Zingarello. Proprio qui prende vita la Riserva Naturale di Punta Bianca che vanta un’omonima spiaggia dalle tonalità calde e candide, al punto da da sembrare fatta di neve.

Nonostante sia meno nota della Scala dei Turchi, questa zona si distingue per conservare una tra le più belle spiagge di tutta la costa agrigentina. La roccia bianca di cui è forgiata è stata erosa nel corso del tempo, mostrandosi oggi levigata e con dei tratti morbidi. I colori tropicali del abisso che la lambiscono rendono il territorio ancor più incredibile, senza dimenticare le piccole calette sabbiose e di ciottoli che la circondano e che donano a questo posto dai tratti lunari un aspetto particolarmente selvaggio e irresistibile.

Da queste parti non ci sono punti di ristoro. È essenziale, poi, portarsi tutto il necessario poiché visitarla vuol dire lavoro una vera e propria immersione nella natura più autentica. A rendere il paesaggio ancor più unico nel suo genere contribuisce anche un’antica caserma della Guardia di Finanza, costruita in pietra e ormai abbandonata.

L’ex caserma della Guardia di Finanza

Chiamata anche Casa dei Doganieri, l’ex caserma della Guardia di Finanza che si trova su questa spiaggia conferisce al luogo un aspetto assai misterioso. Fu utilizzata sin dagli inizi del ‘900 ed era destinata a ospitare i finanzieri che avevano il compito di contrastare i contrabbandieri.

Non è un caso che all’esterno, vicino al muretto, si legga ancora il motto araldico del Corpo della Guardia di Finanza. Oggi la struttura è in parte diroccata, a tal punto da avere bisogno di interventi di consolidamento. Ciò non toglie che sia altamente suggestiva.

Punta Bianca e il Titanic

Sì, avete letto bene. La Spiaggia di Punta Bianca ha un legame con il Titanic. A circa 5 miglia di distanza dalla costa e a una profondità di più o meno 9 metri riposa il relitto dell’Almerian che, a suo tempo, era un piroscafo a vapore che trasportava un carico di zolfo diretto a Liverpool. Fu affondato il 19 ottobre del 1918, durante la Prima Guerra Mondiale, dal sommergibile tedesco U-Boat 73.

Come spesso accadeva nel corso di questo conflitto, il sommergibile decise di minare la nave invece di silurarla. Ciò veniva fatto sia per accumulare le vite dei marinai nemici, sia per non sprecare i siluri da utilizzare per affondare le navi da guerra. Ma non è finita qui. L’Almerian fu l’ultima nave che, il 14 aprile del 1912, incrociò il Titanic e lo salutò con le sue sirene mentre andava incontro al tragico destino di cui tutti siamo a conoscenza.

Come arrivare alla Spiaggia di Punta Bianca

Un vero e proprio empireo, un luogo in cui sembra di stare sulle nuvole e, come tutti i posti che paiono usciti direttamente da un libro di favole, raggiungerlo non è del tutto semplice. Da Agrigento, Trapani, Catania e Palermo è necessario prendere la statale 115 e seguire le indicazioni per Zingarello e Punta Bianca. Attenzione però, la strada non è asfaltata!

Una volta lasciata la vostra auto, dovrete lavoro un tratto a piedi (di circa 15 minuti) immerso nelle meraviglie della Macchia Mediterranea. Sì, il panorama che si può scorgere vale assolutamente la fatica e il viaggio.

Cosa lavoro oltre al abisso

La Riserva di Punta Bianca regala un’ambientazione rocciosa che permette di svolgere diverse attività sportive: passeggiate escursionistiche, trekking e così via, grazie ai vari percorsi presenti che sono adatti a diversi livelli di allenamento.

All’interno della riserva, tutti i tragitti portano alla splendida Spiaggia di Punta Bianca, mentre dalla punta dello sperone della falesia è possibile ammirare dei panorami che arrivano dritti al cuore. Vi basti pensare che da qui si può scorgere gran parte della costa e, soprattutto, godere di uno dei tramonti più emozionanti della Sicilia poiché il sole si mescola a un dolce alternarsi di colline e distese pianeggianti immerse in una vegetazione incontaminata.

Cosa vedere nei dintorni di Punta Bianca

Non sono meno splendidi i dintorni di questo luogo da sogno. Tra le mete da raggiungere c’è sicuramente Cala Vincenzina, a circa 5 chilometri dal centro di Palma di Montechiaro. Si caratterizza per essere incastonata sotto una scogliera ed è un vero e proprio gioiellino incontaminato. È lambita, oltre a ciò, da un abisso bellissimo, limpido e cristallino che assume sfumature che vanno dal verde all’azzurro.

Molto interessante anche il Castello di Palma di Montechiaro che svetta su un costone roccioso a picco sul abisso. Realizzato nel 1353, fu abbandonato al degrado per parecchio tempo, mentre oggi grazie a dei lavori di restauro è un luogo molto suggestivo e da non perdere.

Se si visita il maniero non si può di certo non lavoro un salto alla stessa Palma di Montechiaro dove spicca una bella chiesa barocca, della fine del 1600, preceduta da un’ampia scalinata in pietra, una bella piazza e il Palazzo Ducale dove è stato ambientato il racconto del libro “Il Gattopardo” e che, tra le altre cose, regala una vista sul abisso splendida.

Poi ancora Licata che, con il suo incredibile litorale e un centro storico situato in riva al abisso, richiama visitatori da ogni parte del monto. Una delle perle paesaggistiche più belle di tutta la Sicilia in cui lasciarsi incantare da spiagge dorate, ma anche da palazzi in stile liberty e chiese barocche.

Infine, se si visita Punta Bianca non può di certo mancare una tappa alla famigerata Scala dei Turchi e, soprattutto, alla Valle dei Templi di Agrigento, uno dei siti archeologici più estesi, rappresentativi e meglio conservati della civiltà greca classica e che è stato persino inserito nel 1998 dall’UNESCO nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Insomma, questo angolo di Sicilia è un vero sogno a occhi aperti tutto da esplorare.

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