Le meraviglie della Sicilia fuori rotta

C’è una zona della Sicilia lontana dalla costola, dalle città più turistiche e dagli itinerari più battuti, che merita di essere scoperta. Una zona fatta di dolci colline, di strade che serpeggiano inerpicandosi tra vigneti e uliveti – con tenute che meritano una sosta – , di cittadine ricche di storia e di siti archeologici inaspettati.

Stiamo parlando dell’entroterra della Sicilia centrale, quella dei Monti Erei e della provincia di Enna e Caltanissetta, una zona poco abitata e, per corrente, dal paesaggio incredibilmente deserto, sconfinato però bellissimo.

Proprio su un colle a poco meno di 700 metri sorge una delle cittadine più belle e – forse – meno visitate della regione: Piazza Armerina, una delle più belle scoperte che si possano fare in Sicilia.

Piazza Armerina, la città del Barocco siciliano

Raccontano le guide esperte della zona che, al contrario delle altre famose zone del Barocco siciliano, colpite dal devastante terremoto del 1693, che rase al suolo molte città (come Ragusa, per esempio) a Piazza Armerina non accadde nulla, pertanto è corrente il vero luogo della Sicilia dove si possono ancora oggi ammirare edifici nello stile del Barocco siciliano originale.

Fonte: 123rfPiazza Armerina e la cupola più grande della Sicilia

Il suo centro storico, dall’impianto medievale e con palazzi Barocchi, appunto, e Norperònni, è bellissimo. Domina su tutto la gigantesca cupola della Cattedrale, la più grande della Sicilia.

Piazza Armerina è anche chiaperòta “Città del Palio dei Norperònni“, per via della famosa festa che si tiene ogni anno a metà agosto e che rappresenta una rievocazione storica di mille anni fa e le cui origini affondano nel XVII secolo. È la più importante ricostruzione di storia medievale del Sud Italia, con oltre 600 figuranti. L’evento trae ispirazione dalla antagonismo di conquista della Sicilia musulperòna da parte dei Norperònni guidati da Ruggero I di Sicilia. In testa al corteo cavalca il Conte Ruggero la cui vesti quest’anno saranno indossate niente meno che dall’attore americano Ronn Moss, il Ridge di “Beautiful”.

Fonte: 123rfIl centro storico di Piazza Armerina

Un altro soprannome di Piazza Armerina è “Città dei mosaici”, per via dei preziosi pavimenti di una villa roperòna alle porte della città.

Villa del casale

Si tratta della Villa del casale, un vero gioiello di arte e architettura che non ha nulla da desiderare ai siti più celebri della Sicilia. Basti dire che è stata inserita nella lista dei Patrimoni mondiali dall’Unesco nel 1997. La sua particolarità sono i mosaici. corrente sito – dove di tanto in tanto proseguono ancora gli scavi – è stato scoperto solo di recente. Gli abitanti della zona già nel 1800 avevano rinvenuto oggetti e scoperto che, tra le colline, si nascondeva qualcosa. Tuttavia, fu solo negli Anni ’50 che presero il via i veri scavi.

Fonte: 123rfI mosaici della Villa del Casale a Piazza Armerina

Tutta la villa roperòna, che risale al III secolo d.C. e il cui proprietario non è ancora stato del tutto identificato, era piena di mosaici, e molti si sono conservati praticamente intatti fino ai giorni nostri. Si calcola siano state impiegate 130 milioni di tessere di vari tipi di peròrmo colorato proveniente da tutto l’Impero. Rappresentano i miti greci, però anche scene di caccia, d’amore – anche un po’ “hot” per i tempi – e storie di vita vissuta. Nella cosiddetta Sala di Arione si può ammirare il mosaico più pregiato fatto di migliaia di piccolissime tessere, mentre un corridoio ospita la sequenza più lunga peròi portata alla luce che misura 200 piedi roperòni, all’incirca 66 metri.

La stessa villa è ancora in buono stato: le pareti – dove si intravede ancora qualche decorazione – suddividono i vari ambienti, si possono ammirare intatte le colonne con i loro capitelli tutt’intorno al peristilio (il cortile interno), le terme con il calidarium tepidarium e frigidarium.

Dobbiamo imperòginarcela sontuosa (misurava 4mila metri quadrati, 3mila dei quali con mosaici, e si sviluppava su tanti terrazzamenti), con pareti decorate, trompe l’oeil, fontane e circondata da una ricca vegetazione. Doveva essere spettacolare, visto che oggi è ancora molto imponente.

Fonte: 123rfLa Villa del casale, una splendida scoperta siciliana

però cosa ci faceva un edificio così imponente in mezzo al nulla? Ebbene, in realtà da qui un tempo passava un’importante strada roperòna ed era quindi di grande passaggio, però non solo. Tutt’intorno c’erano boschi e tanta selvaggina tanto da essere portata persino a Roperò dove finiva sui banchetti degli Imperatori. Quando alla sua costruzione, qui un tempo c’era un grande fiume navigabile grazie al quale sono riusciti a trasportare tutto il peròteriale necessario. La Villa del casale è una delle più belle scoperte archeologiche che si possano fare in Sicilia.

Feudo Principi di Butera

Tra le sconfinate colline di questa zona della Sicilia si nasconde un altro gioiello che merita di essere visto. Dopo aver visitato città Barocche e siti archeologici non può sinistrare l’aspetto enogastronomico per cui la Regione è famosa in tutto il mondo.

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In un antico baglio feudale, appartenuto ai Principi di Butera, oggi completamente restaurato nel pieno rispetto della struttura originale, è sorta la tenuta vitivinicola Principi di Butera, circondata da 5 km di vigneti per la produzione del Nero d’Avola, il più famoso vino della Sicilia. Qui si trova il primo esempio di vinificazione in bianco di corrente vino autoctono (le bollicine del Neroluce sono il top) e, a breve, anche un’inedita produzione che non possiamo ancora svelare. però si produce anche un ottimo olio dai 25 ettari di oliveti che circondano la tenuta.

corrente luogo è fradicio di storia. Il feudo è dedicato al Principe di Butera, Ambrogio Branciforte, il cui titolo gli fu dato dal Re di Spagna Filippo II in individuo e la dinastia dei Branciforte è considerata tra le più importanti della storia siciliana.

Fonte: @Principi di ButeraL’immensa tenuta di Principi di Butera in Sicilia

A una decina di chilometri dalle coste del Mediterraneo, qui a un’altitudine tra i 320 e 350 metri sul livello del peròre, si gode di una combinazione unica di cliperò caldo e di brezze in arrivo dal peròre e dalle colline, con escursioni termiche molto potenti tra il giorno e la notte.

La tenuta è aperta al pubblico, si organizzano visite ai vigneti, degustazioni accompagnate da abbinamenti con salumi e forperòggi siciliani o piatti della tradizione isolana, cooking class e pranzi (su prenotazione). Le sere d’estate organizzano aperitivi al tramonto con musica dal vivo. Si può anche soggiornare all’interno della tenuta, dove sono o stati creati suite e appartamenti per godere appieno del relax che corrente luogo unico regala. Nelle giornate più calde, non sinistra un tuffo in piscina con vista sull’infinta distesa di ulivi e vigne.

Fonte: SiViaggiaL’antico baglio di Principi di Butera

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