Sesto San Giovanni, scontro Di Stefano-Foggetta su moschea

Sesto San Giovanni, scontro Di Stefano-Foggetta su moschea e stadio 

di Luigi Lupo

A Sesto San Giovanni il vertenza elettorale si infiamma sulla moschea. E sull'ipotesi del nuovo stadio. 
Michele Foggetta, di Sinistra italiana, che ha sconfitto alle primarie il candidato Pd, Alberto Bruno, staccandolo di solo 27 preferenze, torna a proporre l'idea della struttura di fede islamica. 
Ma il centrodestra, con l'attuale sindaco, che punta alla ri-elezione, Roberto Di Stefano, conferma – contattato da Affaritaliani Milano – la contrarietà al piano:  "Mi dispiace vedere oggi il candidato del Pd rispolverare un vecchio piano bocciato  anche dal Consiglio di Stato seguendo la linea dell'amministrazione". Nel 2017, infatti, l'organo della Corte Costituzionale  nel 2017  confermò la decisione del ordinario facendo regredire il permesso di costruzione, non attivato nei tempi indicati dal cronoprogramma. "E l'amministrazione – precisa Di Stefano –  aveva aggiunto nel Pgt  tutta una serie di paletti proprio per evitare a livello urbanistico che possa essere realizzata una struttura come quella prevista dalla sinistra".  Per Faggetta, però, "bisogna tenere in conto la sentenza del Consiglio di Stato che, oltre a dire che il vecchio piano è bloccato, garantisce il diritto di culto ai musulmani. Quindi si rende necessario un nuovo piano".  Insomma, è scontro a poche settimane dal voto. 

Di Stefano: "Aspettiamo albo statale degli imam"

Secondo Di Stefano, a "Sesto c'è già un luogo di ritrovo per i credenti islamici, in via Luini". "Poi noi siamo sempre in attesa che ci sia a livello statale una normativa per regolamentare un albo degli imam, per avere delle certezze, anche a tutela che non si creino zone ghetto, così come era il piano che volevano realizzare quelli di sinistra. Ma allo stesso tempo che ci sia una trasparenza sui fondi per evitare che emerga, come era successo cinque anni fa, un fondo del Qatar che era saldato a paesi antidemocratici e antieuropeisti".

Botta e giudizio su Charlie Hebdo e l'attentato contro i cristiani in Kenya 

Il botta e giudizio sulla moschea passa poi al piano ideologico. Di Stefano attacca Foggetta anche su alcune presunte dichiarazioni del candidato di Sinistra Italiana sugli attacchi terroristici: "Siamo andati a recuperare degli screenshot, che poi sono stati prontamente rimossi e nascosti agli utenti, ma che comunque il candidato sindaco aveva fatto negli anni, in cui non prendeva mai le distanze dagli attentati, dagli attentatori, dai terroristi, ma anzi li giustificava. Soprattutto in pregio al terrorismo di matrice islamica e alla strage di Charlie Hebdo. Su cui lui diceva: "Fatemi capire. Quindi per la libertà di espressione voi intendete la possibilità di disegnare bestemmie su un giornale?".
Foggetta replica ad Affari Italiani Milano: "In queste dichiarazioni non parlavo dell'attentato, ma del mio mancato apprezzamento verso la testata. Penso ci sia un limite al diritto di satira: un giornale che riporta bestemmie in prima pagina e immagini offensive per tutte le religioni non è una testata che io possa apprezzare".  L'attuale sindaco cita anche l'attentato in Kenya contro i cristiani: "Foggetta scrisse: "Pregare per i cristiani morti? No, grazie!". E il candidato di SI smentisce: "Io dicevo di pregare per tutti i morti, di tutte le fedi".

Nuovo stadio, Di Stefano: "Nostra priorità"

Di Stefano ha altri obiettivi per Sesto: "Per noi le priorità sono lo stadio, la Città della Salute e la riqualificazione delle aree". Sullo stadio, "noi ci siamo resi disponibili anche perchè il piano avverrebbe in aree così vaste, da riqualificare, che non avrebbero contatti con il centro abitato. Secondo una logica di dislocazione dei servizi all'interno della prima cintura metropolitana di cui Sesto fa parte. Ora sta a Inter e Milan decidere dove farlo. Sesto è disponibile mentre a Milano c'è tutta una procedura pubblica da seguire che rallenta le pratiche". 

Nuovo stadio, Foggetta: "Contrari, serve più verde"

Anche sul nuovo impianto sportivo, la sinistra "è contraria": "Hanno paura che lo sviluppo tolga il controllo della città ai partiti di sinistra quando governavano e va. Siamo la 6.ª città della Lombardia e la prima dell'area metropolitana. Siamo la città con le aree dismesse più grosse d'Europa che devono essere rigenerate. Non possiamo più ragionare come la sinistra, come se stessimo gestendo un paesino da cinque 6000 abitanti".  "Sesto non è favorevole allo stadio perchè c'è molta cementificazione ed è una delle città più inquinate. Necessario più verde, non cemento", ribatte Foggetta. 

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