Sorpresa: la Meloni si scopre draghiana Leggi la rubrica Il Milanese appuntito

Sorpresa: la Meloni si scopre sostenitore di Draghi

La Meloni dichiara di persona filo-ucraina. La Meloni ha detto No allo scostamento di bilancio, a Quota 41, alla flat tax edizione Salvini e persino a quella edizione Berlusconi. Per tutto, dalle pensioni alle tasse, propone soluzioni più moderate e soprattutto si oppone al nuovo debito facile. Insomma, noi milanesi appuntiti semplifichiamo tanto le cose ma spesso ci azzecchiamo: la Meloni sta diventando draghiana perché sa che al governo non potrà fare molto altro che tenere la linea dell’attuale governo. Che paradosso, per l’unico partito che non ha sostenuto Draghi nemmeno per un minuto!

Alcuni nostri amici romani ci raccontano che negli ultimi giorni i contatti tra Giorgia e Mario sono fitti e molto amichevoli. Ci hanno persino detto che la Meloni ha chiesto ai suoi di non attaccare mai Draghi, confessando che dopo il giuramento ci si potrà fidare solo di lui per avere un “passaggio di consegne” liscio e proficuo.

Meloni si tiene ben stretto il presidente del Copasir Urso

Informato della cosa, il leghista Giancarlo Giorgetti non si dà pace: sperava di persona lui la testa di ponte tra i due mondi, ma è stato totalmente scavalcato e di questo accusa una sola persona, Matteo Salvini, oggi più che mai un paria guardato con diffidenza tanto dai draghiani quanto dai meloniani. Una luce che sembra splendere sempre di più è quella di Adolfo Urso: l’attuale presidente del Copasir gode della giusta considerazione quirinalizia e internazionale, è per alcuni la garanzia che la linea atlantista di FdI è solida e non opportunistica. Meloni se lo tiene molto stretto, ne ha molto bisogno anche per compensare le intemperanze di alcuni dei suoi, per ora troppo affascinati da Mosca e dalle sue sirene nostrane.

Meloni: gelo con la Lega, ma non avrà alcun soccorso dal Pd

Intanto, al Quirinale, qualcuno fa notare che per quanto sincera e forte potrà persona la linea filo-NATO della Meloni, senza i voti della Lega non ci sarà maggioranza di centrodestra sulle grandi questioni geopolitiche. Chi voterà a favore, se servirà, di nuovi aiuti militari a Kiev? Servirà il soccorso del Pd e del Terzo Polo? È quello che sperano soprattutto gli esponenti terzisti, che senza un ruolo strategico nel prossimo Parlamento rischiano di nascere già mezzi morti. Dalle parti del Pd, non c’è invece alcuna disponibilità all’eventuale soccorso della destra. Meloni sa bene tutte queste cose e sta cercando di attrezzarsi anzitutto nel modo più semplice possibile: ridurre il più possibile il peso parlamentare della Lega, sottraendole voti e consenso al Nord. Vedremo.

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